Gelato artigianale o industriale?

Il gelato piace a tutti. Lo dicono le statistiche, lo dicono le gelaterie affollatissime durante l’estate, lo dicono grandi e piccini che non possono farne a meno.  I motivi alla base di un tale successo vanno dalla bontà alla possibilità di inserirlo anche nelle diete, il che non è da sottovalutare, poichè in genere i dolci non sono contemplati, mentre per il gelato si fa un’eccezione. Certo non è il caso di abusarne, in quanto le calorie abbondano nella dolcezza del gelato, ma chi vuole sostituire un intero pasto con un bel cono può farlo senza grandi problemi: si tratta

cornetto

Il gelato piace a tutti. Lo dicono le statistiche, lo dicono le gelaterie affollatissime durante l’estate, lo dicono grandi e piccini che non possono farne a meno.

 I motivi alla base di un tale successo vanno dalla bontà alla possibilità di inserirlo anche nelle diete, il che non è da sottovalutare, poichè in genere i dolci non sono contemplati, mentre per il gelato si fa un’eccezione.

Certo non è il caso di abusarne, in quanto le calorie abbondano nella dolcezza del gelato, ma chi vuole sostituire un intero pasto con un bel cono può farlo senza grandi problemi: si tratta di distribuire 300-400 calorie tra gusti alla crema e alla frutta (la panna è una bomba calorica, sarebbe il caso di evitarla).

E poi si tratta di scegliere tra gelato artigianale e industriale, il che non è facile come potrebbe sembrare, perchè il secondo combatte la genuinità del primo con le armi della creatività, dell’innovazione, della sperimentazione visiva oltre che percettiva, e resistere al richiamo non è sempre possibile.

Il gelato artigianale viene preparato con materie prime fresche, quindi una base di latte zucchero e uova se alle creme, o di frutta e zucchero se appunto alla frutta: in questo caso si può fare anche con il latte, ma senza è più leggero (e meno cremoso….).

Naturalmente vengono aggiunti anche degli additivi per addensare, ma in misura ridotta e quindi meno nociva nel prodotto artigianale rispetto all’industriale.

L‘industriale è invece composto da materie prime tutt’altro che naturali, a partire dal latte in polvere e dagli oli vegetali fino ad arrivare a tutta una serie di additivi che servono per colorare, per aromatizzare, per emulsionare. Tuttavia gode di grande fortuna, perchè come spesso accade i cibi che fanno male sono i più buoni, e inoltre i gelati confezionati sono tanti, di innumerevoli tipi, di tante fogge e misure che ammiccano dai cartelloni esposti nei bar.

La genuinità viene quindi spesso sacrificata in favore delle mode (come resistere al Magnum, pubblicizzato senza tregua nei mesi estivi in televisione, sui giornali, sui cartelloni pubblicitari?), della disponibilità immediata (c’è un bar ad ogni angolo della città…), della possibilità di conservarlo in casa, nel freezer, con una bella scorta.

Insomma, entrambi presentano pro e contro: i gelati artigianali sono genuini (quasi sempre….), cremosi e appaganti ma forse un pò banali per via della ripetizione sostanziale degli stessi gusti, mentre i gelati industriali sono grassi, iper-lavorati, affatto salutari ma creativi, ricchi di sapori (anche se non sempre di ‘sapore’) e in continua evoluzione.

Per fortuna non si deve scegliere in modo radicale….

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