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La dieta post-allattamento
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La dieta post-allattamento

La dieta post-allattamento

Una volta terminato di allattare il proprio bambino, si inizia a pensare allo smaltimento dei chili di troppo, ma come sempre quando si tratta di diete, bisogna usare la testa per raggiungere davvero l’obiettivo di perdere peso, senza sottoporre il corpo ad inutili traumi.

Le donne che lavorano sono costrette spesso al cosiddetto ‘pranzo mordi e fuggi’, che si concretizza nel panino al bar o addirittura nella barretta sostitutiva del pasto. Per chi dispone di poco tempo, il pranzo di mezzogiorno deve garantire energia facilmente assimilabile, facilità di digestione, capacità saziante, equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi. In linea teorica, le barrette dovrebbero garantire proprio tutto questo, ma in realtà gli ingredienti che contengono sono spesso molto lontani dal concetto di equilibrio e genuinità. Il panino è invece più sicuro, basta saperlo scegliere, il che significa: niente salse grasse, niente farciture troppe ricche. Il pane rappresenta infatti un’ottima fonte di amido e per renderlo un pasto unico completo bisogna unirlo ad un alimento proteico non troppo grasso, come il prosciutto, il tonno o la mozzarella, e possibilmente alla verdura. Il risultato sarà soddisfacente non solo sul piano nutritivo ma anche su quello del gusto. Le barrette, al contrario, devono rappresentare una soluzione di emergenza, non certo la norma.

La dieta si concretizza poi a volte in forma di minestrone, ma non può prevederlo in modo esclusivo. La dieta del minestrone viene riproposta di continuo sui giornali, ma non sempre viene sottolineato che può comportare delle carenze per l’organismo. Senza dubbio è vero che il minestrone contiene pochissime calorie, ma il problema è che in questo modo si brucia la massa magra, cioè quella dei muscoli, non quella grassa, e non si introducono fattori essenziali come gli acidi grassi Omega3, il ferro, le proteine nobili, le vitamine importanti come la B12. Il rischio di danneggiare il corpo è quindi elevato e anche la possibilità di riprendere subito tutti i chili persi, non appena smessa la dieta.

Altra idea sbagliata è quella di saltare i pasti. Per non ingrassare, infatti, sono importanti non solo la qualità e la quantità di cibi, ma anche il ritmo con cui vengono assunti,  e le scorciatoie non rappresentano mai una soluzione. Bisogna considerare che il corpo umano è una macchina con un motore che necessita di alimentazione continua per funzionare. Gli eccessi non gli giovano, ma neanche le carenze. L’ideale sarebbe non lasciare senza rifornimento l’organismo per più di tre-quattro ore, in modo da evitare oscillazioni troppo ampie della glicemia e regolarizzare il rilascio di insulina da parte del pancreas.  Un risultato che è abbastanza semplice da ottenere, basta frazionare la giornata in cinque pasti e ridurre un pochino le porzioni ad ogni pasto se si cerca di dimagrire. Tutto qui. Mangiare una volta al giorno non serve a nulla, e inoltre intristisce.

Debora De Santis
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