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Quando dare la carne al bambino
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Quando dare la carne al bambino

Quando dare la carne al bambino

La carne rappresenta l’alimento base della pappa di mezzogiorno, quello che non deve mai mancare nella dieta dei più piccoli. Tanto nella forma bianca quanto in quella rossa, deve sempre essere presente nell’alimentazione dei bimbi, perchè ricca di quelle proteine che sono fondamentali per lo svolgimento di molte funzioni dell’organismo, come la formazione delle cellule, dei tessuti, dei muscoli e della pelle.

E’ vero che le proteine sono presenti anche in alcuni cibi di origine vegetale come i legumi, ma a differenza delle proteine di questi ultimi, quelle presenti nella carne o nel pesce sono dette ‘nobili’ o ‘complete’ o, ancora, ‘a elevato valore biologico’. Esse sono infatti complete di tutti gli aminoacidi essenziali (gli elementi di base delle proteine) che devono essere introdotti mediante l’alimentazione in quanto l’organismo non è in grado di produrli da solo. La carne, inoltre, è una fonte importante di vitamine del gruppo B: la vitamina B1, che partecipa al processo di metabolismo dei carboidrati; la vitamina B12, fondamentale per la formazione delle cellule e dei globuli rossi; la vitamina B3, utile per la metabolismo delle cellule e per il mantenimento in buona salute della pelle.

Se durante lo svezzamento tutti gli alimenti vanno introdotti con gradualità, per la carne la regola vale ancor più, in modo da verificare e tenere sotto controllo le eventuali reazioni di intolleranza da parte del bambino, e comunque le sue reazioni in generale. Di solito si inizia ad offrire al piccolo i vari tipi di carne bianca (tacchino, coniglio e agnello) per passare dopo qualche tempo alle carni rosse e al prosciutto cotto magro (quest’ultimo solo dall’ottavo mese circa). Per tutti gli altri salumi occorre invece aspettare almeno i due anni di età. E’ meglio sperimentare un tipo alla volta, lasciando passare qualche giorno prima di offrire un nuovo alimento al bamvino, in modo da poter facilmente riconoscere e identificare con sicurezza il cibo responsabile dell’eventuale reazione. Anche in assenza di reazioni, è sempre preferibile alternare i vari tipi di carne, per evitare la monotonia e abituare il piccolo a gusti diversi.

All’inizio dello svezzamento, i pediatri consigliano solitamente di proporre la carne ai bambini in forma di liofilizzato, poichè tale formulazione la rende più facilmente assimilabile da parte dell’apparato digestivo. Per utilizzare i liofilizzati occorre preparare un brodo vegetale in cui aggiungere mezzo vasetto, aumentando via via la dose e passando poi all’omogeneizzato o alla carne fresca, sempre secondo l’ordine progressivo indicato dal pediatra.

Il passaggio alla carne fresca dipende da più fattori. Per prima cosa la praticità: se i prodotti industriali offrono il vantaggio di essere subito pronti all’uso, il prodotto fresco comporta invece la necessità di organizzarsi per l’acquisto e la preparazione della carne. Bisogna puntare sulla qualità dei prodotti, scegliendo carni di provenienza sicura, e privilegiare comunque le carni dal taglio magro o, comunque, eliminare il grasso evidente con un coltello prima della cottura. La cottura va fatta al vapore e completata con l’uso del frullatore, oppure direttamente con il cuocipappa che fa tutto da solo, cuoce e frulla. La carna preparata in questo modo può anche essere surgelata per brevi periodi.

Debora De Santis
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