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La fertilità si decide anche a tavola
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La fertilità si decide anche a tavola

La fertilità si decide anche a tavola

Dimmi cosa mangi e ti dirò se avrai dei figli. Sembra una provocazione, ma in realtà sono sempre più numerose le ricerche che dimostrano come l’alimentazione influisca sulla fertilità, soprattutto per quanto riguarda le donne.

Una dieta inadeguata, troppo povera di proteine, riduce drasticamente la fertilità femminile. Siamo alle solite: noi femminucce in genere non amiamo molto la carne, e rischiamo di pagare questa antipatia non solo sul fronte della tendenza all’anemia ma anche sulla prospettiva di una futura maternità.

L’amara sentenza, già da tempo nell’aria, proviene da una gruppo di ricercatori del Centro Malattie Neurodegenerative  dell’Universià di Milano, che si è dedicato allo studio del meccanismo molecolare responsabile di questo fenomeno, utilizzando i soliti topini di laboratorio e pubblicando i risultati sulla rivista Cell Metabolism.

Le topine, rigorosamente femmine, sono state alimentate in modo equilibrato e poi in modo squilibrato, eccessivamente calorico o carente di aminoacidi: in questo caso i recettori degli ormoni estrogeni presenti nel fegato hanno rallentato la loro attività. Diretta conseguenza è stata la produzione insufficiente dell’ormone somatotropina, che ha l’importantissimo ruolo di favorire il ciclo ovulatorio e preparare la parete uterina ad accogliere l’ovocita fecondato. Al contrario, a fronte della reintegrazione di una quantità adeguata di aminoacidi, il recettore riprende subito a funzionare a pieno regime e la fertilità si assesta su livelli normali.

Secondo gli studiosi si tratta di un meccanismo ‘adattivo’ che si è sviluppato nel corso dell’evoluzione dei mammiferi per impedire l’avvio di una gravidanza in condizioni di denutrizione, poichè tale eventualità risulterebbe dannosa tanto per la crescita e la salute del nascituro, quanto per quelle della futura mamma.

Inoltre, se i risultati di questo studio venissero confermati dalla comunità scientifica, potrebbero contribuire a risolvere alcune problematiche legate all’amenorrea e all’obesità.

Nel dubbio, alle donne che desiderano avere figli in un futuro più o meno prossimo, si consiglia di inserire nell’alimentazione il ferro, consolandosi con il fatto che non si trova solo nella carne, ma anche nei legumi e in alcune verdure, primi fra tutti gli spinaci. Magari un giorno si mangia questa benedetta carne rossa, un giorno una minestra di lenticchie, un altro giorno un piatto di spinaci, e si sta più tranquille. Anche perchè chi prevede una maternità a breve termine farà bene ad abituarsi, visto che l’assunzione di ferro rappresenta una priorità per l’intera durata della gravidanza e viene consigliata prima di tutto mediante l’alimentazione, e secondariamente supportata con appositi integratori di ferro.

Debora De Santis
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