Ricetta del Panettone fatto in casa

Il panettone incarna la classica conclusione di ogni banchetto natalizio, ed anche se è nato, cresciuto e diventato famoso a Milano, è amato e diffuso in tutta l’Italia. Romantiche le sue origini (che approfondiamo tra poco), da rinvenire, secondo la tradizione nella Milano del 1400 e dall’amore tra un ricco nobile e una popolana fornaia: quando il giovane mette il suo estro al servizio della fanciulla in difficoltà, il normale pane si arricchisce di burro, zucchero, uova, cedro candito ed uva passa, fino a dar vita al primo panettone della storia. Leggende a parte, il panettone è un dolce in

Il panettone incarna la classica conclusione di ogni banchetto natalizio, ed anche se è nato, cresciuto e diventato famoso a Milano, è amato e diffuso in tutta l’Italia.

Come si fa la ricetta del Panettone?

Romantiche le sue origini (che approfondiamo tra poco), da rinvenire, secondo la tradizione nella Milano del 1400 e dall’amore tra un ricco nobile e una popolana fornaia: quando il giovane mette il suo estro al servizio della fanciulla in difficoltà, il normale pane si arricchisce di burro, zucchero, uova, cedro candito ed uva passa, fino a dar vita al primo panettone della storia.

Leggende a parte, il panettone è un dolce in apparenza povero, per via della cupola semplice ma ricco all’interno, sia nella versione classica che nelle rielaborazioni con farcitura al cioccolato o alle creme.

Il ‘vero’ panettone, quello preparato secondo la ricetta originale, ha un’incisione a croce sulla cupola, la crosta dorata e priva di bruciature, la pasta gialla e morbida, le alveolature meglio note come ‘buchi’, che indicano la lievitazione naturale, e molti canditi ed uvetta.

L’impasto contiene una serie di ingredienti ben precisa: la farina di frumento, lo zucchero, il tuorlo delle uova o le uova di gallina di catagoria A, il burro, l’uvetta, la scorza di agrumi canditi (nella misura del 20%), il lievito naturale ed il sale. A discrezione, secondo un decreto del presidente della Repubblica (art.8 n.502 30/11/1998) si possono aggiungere il latte e i suoi derivati, il miele, il malto, il burro di cacao, gli aromi naturali, gli emulsionanti, l’acido sorbico e il sorbato di potassio in veste di conservanti.

Secondo le statistiche, gli italiani acquistano ogni anno almeno un panettone, perchè lo ritengono -insieme al pandoro- il simbolo per eccellenza del Natale, ma tendono a privilegiare il prodotto industriale.

La motivazione è facilmente intuibile. Il panettone artigianale, che viene preparato seguendo con minuzia la tecnica tradizionale, non su larga scala ma un pezzo alla volta, ovviamente è di ottima qualità e come tale ha un prezzo elevato. Un prezzo che non tutti possono sostenere. Il prodotto industriale invece, prodotto su larga scala, soddisfa le esigenza di tutti, in termini di sapore e di prezzo.

Storia del panettone: tra realtà e leggenda

La nascita del panettone è ammantata di leggenda, anzi di leggende, perchè non esiste una storia univoca, ma tante storie quante la tradizione popolare ne ha tramandate.

La più nota è senza dubbio quella che fa riferimento al cosiddetto ‘pan del Toni’, da cui deriverebbe anche lo stesso nome del dolce, appunto ‘panettone’. Secondo la leggenda, la storia inizia con Ludovico il Moro, che aveva organizzato un pranzo da concludere con un dolce purtroppo rovinato prima di poter essere servito.

Di fronte al disastro del dessert ufficiale del pasticcere di corte inservibile, sembra si sia fatto avanti un garzone di cucina di nome Toni e, impugnata la situazione, abbia realizzato su due piedi un nuovo dolce con pochi ingredienti: pasta lievitata, canditi e uvetta. La semplicità del dolce di Toni ricevette un tale apprezzamento da venire poi riprodotto tante e tante volte ancora.

Un’altra delle leggende più accreditate vede come protagonista tale Ughetto, un giovane aristocratico innamorato di Adalgisa, l’umile figlia di un fornaio. Il forno ad un certo punto entra in crisi, Adalgisa si dispera e Ughetto insieme a lei, fino a quando non gli viene in mente di preparare un pane speciale per rilanciare il forno. Si procura allora uvetta e canditi e li utilizza per arricchie il pane rendendolo dolce.
Anche in questo caso è presente Ludovico Il Moro, in beste di semplice avventore del locale, accorso dopo aver tanto sentito decantare quel pane particolare.

E ancora, una leggenda ha una protagonista femminile, nientemeno che una suora di nome Ughetta. Suor Ughetta lavora nella cucina del convento e il giorno di Natale pensa di rendere il pane più ricco in onore del giorno di festa. Il semplice e povero pane quotidiano diventa così in un attimo il pane della festa e il nome della monaca attraversa i secoli. Un particolare curioso è che in Lombardia l’uvetta si chiama anche ‘ughetta’.

Ad ogni modo, chiunque ne sia l’inventore, il panettone rimane un emblema delle feste natalizie e di seguito proponiamo qualche indicazione per sceglierlo bene, o meglio, per verificarne le caratteristiche dopo averlo assaggiato. Forma regolare e tondeggiante, consistenza al taglio (nè secco nè morbido), profumato, con le uvette e i canditi grandi e in evidenza, con le mandorle croccanti, non secche, con la pasta chiara e morbida: questi i requisiti di un buon panettone.

Ricetta tradizionale del Panettone

Il panettone arriva da Milano, ed è la classica alternativa al pandoro nel periodo natalizio. Prepararlo in casa non è difficile ma un po’ laborioso e sono necessari dei tempi di lievitazione piuttosto lunghi. Bisogna inoltre avere a disposizione uno stampo profondo, per dare al panettone la sua caratteristica forma a cupola.

Gli ingredienti che regalano al panettone il suo sapore inconfondibile sono la farina, le uova, il latte e lo zucchero. Poi l’uvetta e i canditi, i veri elementi che rendono il panettone amatissimo e devono essere presenti in grande abbondanza, soprattutto i canditi. Una volta pronto, il panettone si conserva al massimo per 2-3 giorni, opportunamente ‘sigillato’ con la pellicola trasparente.

  • Tempo di preparazione: 25 min
  • Tempo di cottura. 45 min
  • Tempo totale: 1 hr 10 min

Ingredienti

  • 850 gr di farina
  • 180 gr di burro
  • 180 gr di zucchero
  • 100 gr di lievito di birra
  • 70 gr di uva sultanina
  • 50 gr di scorzette di arancia e limone candite
  • 1 uovo + 4 tuorli
  • zucchero a velo q.b.
  • sale

Istruzioni

  1. Fate sciogliere il lievito in una ciotola con poca acqua tiepida. Mettetelo poi in una terrina con 100 gr di farina. Mescolate con a forchetta e lavorate rapidamente in modo da ottenere un panetto piuttosto morbido che metterete in un’altra terrina infarinata e lascerete lievitare in luogo caldo per 3 ore coperto con un panno umido.
  2. Impastate il panetto con altri 100 gr di farina e poca acqua tiepida e fatela lievitare nello stesso modo per altre 2 ore.
  3. Con la farina rimasta formate una fontana, mettetevi il burro sciolto, lo zucchero, l’uovo, i tuorli e un pizzico di sale. Lavorate energicamente per circa 20 minuti o fino a quando non vedrete formarsi delle bollicine nella pasta, che dovrà essere comunque ben soda.
  4. Aggiungete il composto lievitato e impastate il tutto molto bene a mano o nel mixer fino a che a pasta non si staccherà dalla superficie.
  5. Strizzate e asciugate l’uvetta che avete lasciato ammorbidire in acqua tiepida, tagliate i canditi a dadini e unite il tutto all’impasto lavorandolo ancora in modo che gli ingredienti siano ben distribuiti e l’impasto risulti soffice e lucido.
  6. Formate una pagnotta rotonda e non troppo alta, e mettetela nell’apposito stampo da panettone che avete foderato con un foglio di carta da forno o uno di alluminio. Lasciate lievitare in luogo tiepido per altre 4 ore o fino a che non avrà raddoppiato il suo volume.
  7. Con la punta del coltello formate un’incisione a croce sula sommità della pagnotta, mettetevi al centro una noce di burro e passate nel forno preriscaldato a 200° per 45 minuti o fino a quando, infilando nell’impasto uno stecchino lungo, non uscirà completamente asciutto.
  8. La crosta dovrà avere il tipico colore bruno leggermente bruciato. Lasciate raffreddare completamente il panettone prima di servire.

Le frittelle di panettone

Tra le ricette di Natale, vi presentiamo un dolce insolito che è perfetto per tutte coloro che – dopo le feste – hanno ancora un po’ di panettoni da smaltire. Ecco la ricetta delle frittelle di panettone.

frittelle di panettone

Porzioni: 4

Se a fine Natale sarete stanchi di panettone ma ne avrete ancora uno o due ancora da iniziare, potrete ricorrere ad una ricetta semplice e veloce per ‘riciclarlo’ senza sprecarne neanche un pò. Si tratta delle buonissime frittelle di panettone. Certo non è una soluzione dietetica, ma pazienza, non si può buttare un intero panettone (le calorie per porzione sono circa 450).

  • Tempo di preparazione: 10 min
  • Tempo di cottura: 4 min
  • Tempo totale: 14 min

Ingredienti

  • 300 gr di panettone
  • 1 bicchiere di latte
  • 2 uova
  • 50 gr di pangrattato
  • 1 bicchierino di amaretto
  • 3 cucchiai di zucchero a velo
  • 200 ml di olio di arachidi

Istruzioni

  1. Aprire le uova in un piatto ampio e fondo, aggiungere 3 cucchiai di latte e l’amaretto e amalgamare per bene tutti gli ingredienti con una forchetta o un cucchiaio.
  2. Tagliare il panettone con un coltello seghettato a lama affilata per ottenere dei pezzi di medie dimensioni e preferibilmente di forma quadrata.
Disporre il panettone in una terrina grande ed ‘innafiarlo’ con il latte rimasto.
  3. Nel frattempo versare in una padella ampia, antiaderente e dai bordi larghi l’olio di arachidi, e portarlo alla temperatura adatta. Mentre l’olio si scalda, scolare il latte dal panettone, pezzo per pezzo, e passarli poi tutti nell’uovo e nel pangrattato, inserendoli uno alla volta senza lanciarli, per evitare che l’olio bollente possa schizzare.
  4. La frittura dura 3-4 minuti, poi le frittelle vanno scolate con un mestolo forato su carta assorbente da cucina e ‘tamponate’ con la stessa carta, per togliere l’olio in eccesso.
Prima di servirle, spolverizzare a piacere con lo zucchero a velo.

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