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Il sale: un buon alleato se usato nelle giuste dosi
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Il sale: un buon alleato se usato nelle giuste dosi

Il sale: un buon alleato se usato nelle giuste dosi

L’organizzazione mondiale della sanità, conosciuta anche come Oms, ha stabilito in 5 grammi la giusta proporzione di sale da assumere quotidianamente.

Come molti di voi già sapranno, il sale è uno degli elementi fondamentali per la nostra sussistenza, in quanto contiene numerosi minerali, come sodio, magnesio, potassio, manganese, zinco e tanti altri elementi necessari alle nostre funzioni vitali.

E’ raccomandato un uso moderato di sale in quanto un abuso può provocare l’insorgenza di numerose patologie, anche gravi, come l’ipertensione arteriosa. Ad ogni modo, bisogna stabilire quale è il sale che fa male, cioè quello davvero nocivo per la nostra salute, e quale il “sale buono”, completo di oltre 80 minerali e oligoelementi che apportano benefici al nostro organismo.

Come si riconosce il sale “buono”

Partiamo dal presupposto che non esiste un unico tipo sale, bensì la scelta è abbastanza ampia e, per avere un’idea, è sufficiente dare un’occhiata a siti che commerciano sale all’ingrosso. Ad esempio, il sale da cucina, quello che generalmente utilizziamo sulle nostre tavole per insaporire i nostri cibi, è fatto quasi per il 99% da cloruro di sodio. In pratica, si tratta di sale “trattato” attraverso un processo di raffinazione chimica che ne determina il classico colore bianco puro. Inoltre, tale processo provoca la perdita della maggior parte dei minerali “buoni”, portando a un prodotto finale basato solo e unicamente sul cloruro di sodio. Per chi non vuole assumere questo tipo di sale, il mercato offre una variante di sale iposodico, con valori bassi di cloruro e ricco di sali di potassio. L’unica nota dolente è il sapore: il sale iposodico è leggermente amaro e quindi non piace molto ai consumatori, oltre ad avere anche un costo leggermente più elevato rispetto al sale da cucina.

Generalmente, il sale “buono” si trova allo stato grezzo in una colorazione tendente al marrone. Questo vuol dire che non ha subito nessun tipo di trattamento chimico, conservando ancora intatte tutte quelle “impurità” e oligoelementi che sono essenziali per la nostra salute. Un sale che ha un buon livello di sodio, infatti, apporta numerosi benefici alla nostra persona. Ad esempio, aiuta ad instaurare un perfetto equilibrio dei liquidi nel nostro organismo, riducendo il rischio di disidratazione. Inoltre, il sodio stimola gli impulsi elettrici nel cervello e grazie al suo “effetto” osmotico distrugge qualsiasi tipo di batteri. Un buon sale, oltre ad essere un valido elemento per rendere “più gustose” le pietanze, fa bene anche alla tiroide.

Sale all’ingrosso e per tutti i gusti

Come già accennato prima, ci sono molte varietà di sale, ognuna con proprie caratteristiche specifiche e nutrizionali. Tra le numerose tipologie, c’è il sale nero delle Hawaii, così definito a causa di tracce di carbone al suo interno e prodotto attraverso una lavorazione totalmente manuale; il sale scuro di Cipro, arricchito con carbone vegetale proveniente da cortecce di alberi pregiati, che dispone di una “facoltà” detossinante; il Gomasio, un tipo di sale proveniente dal Giappone e ottenuto attraverso un mix di sale marino integrale, alghe e semi di sesamo. E’ un sale ottimo per la salute in quanto ricco di calcio, fosforo, ferro e zinco, con vitamina D e E.

E’ abbastanza difficile reperire tutte queste tipologie di sale, a meno che non si acquisti il prodotto presso grandi centri industriali che commerciano sale all’ingrosso, come www.omniasalt.it

Qui è possibile scegliere tra svariate tipologie di sale, divise per ogni settore, da quello alimentare, a quello industriale, fino ad arrivare a quello per le strade.

Milena Talento
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