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Biscotti: storia e caratteristiche del più classico fra gli snack
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Biscotti: storia e caratteristiche del più classico fra gli snack

Storia dei biscotti

Biscotti: storia e caratteristiche del più classico fra gli snack

Storia dei biscotti

Caratteristiche classiche dei biscotti

I biscotti sono un prodotto dolciario, solitamente da forno, a base principalmente di farina, zucchero e grassi (uova, burro o olio). I biscotti non sono mai un pezzo singolo o unico, ma sono anzi per eccellenza il dolce della pluralità: realizzati e venduti in più pezzi di piccole o medie dimensioni, sono, a differenza di altri dolci come torte e panettoni, sempre confezionati in pacchetti da minimo 5 o 6 biscotti, quindi da circa 100gr (quantità solitamente usati per i biscotti più prelibati), fino ad arrivare a grandi confezioni da 1000kg.

Biscotto significa letteralmente ‘cotto due volte’, dal latino ‘coctum’, cioè cotto, e ‘bis’, cioè due volte. Biscotto si dice anche del pane, che viene cotto due volte per togliere dall’alimento ogni umidità e renderlo croccante, e soprattutto conservarlo più a lungo; il pane biscottato è consumato in tutt’Italia, ed in molte famiglie è prodotto anche in casa con i tradizionali forni a legna. Oppure si pensi alle fette biscottate, che non sono altro che un pezzo di pane leggermente dolce cotto due volte – biscottato, appunto – e poi affettato e confezionato.

I biscotti devono, per dirsi tali, essere prodotti in serie. Questa sembrerà una definizione insolita, applicata ad un prodotto alimentare, ma rende bene l’idea per cui i biscotti devono essere tanti e leggeri. La pasticceria secca italiana, ad esempio, è ricca di pasticcini poco umidi (paste secche, canestrelli, occhi di bue, brutti ma buoni, paste di mandorla, ecc) che però non rientrano tra i biscotti ma appunto tra i prodotti di pasticceria. Questo perché non sono sufficientemente leggeri, come dimostra il fatto che, solitamente, non se ne fa un uso quotidiano per colazioni e merende.

Non è dunque solamente la grandezza a caratterizzare i biscotti, ma anche la loro consistenza ed il fatto di non essere prodotti artigianali (di pasticceria, cioè) ma dell’industria alimentare.

Storia dei biscotti

Con molta probabilità l’origine dei biscotti è da attribuire al mondo marinaio: quando si salpava e si stava via per mesi e mesi, occorreva un pane che si conservasse per molto tempo. È stata proprio la ricerca di un pane con una consistenza diversa, più leggera e più a lungo conservabile, ad aver portato dei pasticceri inglesi ad inventare i biscotti. Partendo dal pane biscottato dei marinai, le famose gallette, si arrivò infatti ad “inventare” i biscotti dolci come oggi li conosciamo.

Erano i primi anni del 1800 ed un pasticcere inglese, tal Edward, aggiunse burro e zucchero alle gallette dei marinai, diede loro una forma più aggraziata e produsse i ‘cakes’. Si partì dai celebri biscotti da tè per dare il via ad una miriade di ricette e naturalmente ad un settore dell’industria alimentare sempre più vasto.

Se all’inizio e per molto tempo i biscotti hanno costituito un bene di lusso, consumato solo dalle famiglie più ricche, oggi non è più così. Esistono in commercio, in ogni parte del mondo, biscotti di tutte le marche e di tutti i prezzi, oltre che di tutti i gusti. Oggi in Italia il prezzo medio di un pacco di biscotti semplici (i classici frollini da colazione) di 300gr si aggira tra i 2€ ed i 3€.      

Milena Talento
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