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Storia del cioccolato
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Storia del cioccolato

Storia del cioccolato

Storia del cioccolato

Storia del cioccolato

La storia del cioccolato inizia quando l’albero del cacao viene scoperto dall’uomo 5000 anni prima di Cristo, in America, lungo le sponde dell’Orinoco, e si diffonde nell’ America precolombiana nella duplice veste di alimento e di moneta di scambio. I primi coltivatori sono i Maya, intorno al 1000 a.c., e a seguire gli Aztechi, in memoria del dio Quetzalcoàtl che prima di scomparire aveva lasciato il seme di una bevanda amara e afrodisiaca, il cioccolato, che prende appunto il nome da questo seme chiamato cacahualt.  

Nel 1500 Cristoforo Colombo incontra la bevanda in Honduras, ma non le dà molta importanza, ed è solo grazie all’arrivo in America di Hernàn Cortéz (1519) che il cacao viene portato in Europa, a partire dalla Spagna. Cortèz viene infatti scambiato per il dio azteco Quetzalcoàtl, di cui la profezia aveva predetto il ritorno proprio in quell’anno, e riceve in dono come tributo una piantagione di cacao e i suoi profitti.

Storia del cioccolato

Nel 1606 il commerciante fiorentino Antonio Carletti porta il cacao in Italia, ma soltanto dopo un secolo si inizierà ad apprezzare oltre che come bevanda, anche in forma solida, dalla tavoletta al cioccolatino. A Torino in particolare si sviluppa la produzione del cioccolato, con la nascita della prima fabbrica e l’invenzione del mitico gianduiotto, che rappresenta la più longeva versione di amalgama tra cioccolato e pasta di nocciola.

Storia del cioccolato: l’uovo di Pasqua

Nonostante l’iniziale avversione da parte della Chiesa, il cioccolato entra nell’VIII secolo d.c. a far parte delle tradizioni cristiane. Si narra infatti che durante la Quaresima le campane di tutto il mondo si recassero a Roma per tornare colme di uova da depositare nei giardini e nei campi. Da qui l’usanza di decorare le uova nel periodo di digiuno e di nasconderle in vista di una caccia al tesoro per i bambini la mattina di Pasqua; il passo verso l’uovo di cioccolato è breve e ricco di dolci sapori. Del resto, il cioccolato rappresenta in certa misura un simbolo delle festività pasquali, nel corso delle quali assume non solo la veste dell’uomo, ma anche dell’agnello, del pesce, della campana…per una festa a 360° all’insegna della dolcezza.

Storia del cioccolato e personaggi famosi

Nella storia del cioccolato Papa Pio V merita il primo posto in quanto a passione e fedeltà per i cibo dei, perché nel 1500 il cioccolato non godeva di fama in ambiente religioso, per via di un sospetto connubio con il diavolo. Ebbene, nel 1569 provoca uno scandalo, poiché decide di legittimare il consumo di una tazza di cioccolato al giorno nel periodo di Quaresima, con una motivazione a dir poco creativa: il cioccolato liquido, dovrebbe essere evidente…non è un alimento….

Due secoli dopo incontriamo Maria Antonietta, sposa del Re Sole, che accanto all’amore per le brioches ne svela uno altrettanto forte per il cioccolato; sembra che avesse un cioccolataio personale tenuto a soddisfare il suo desiderio anche durante i viaggi. Un posto in carrozza, per lui, si trovava sempre….

E che dire di Casanova, altro punto luminoso nella storia del cioccolato, che lo utilizzava come complemento delle sue avventure amorose, in virtù delle proprietà afrodisiache dimostrate dal cacao. Alle gentili pulzelle non rimaneva che cadere tra le sue braccia sotto il richiamo della sua avvenenza misto all’invito di un dolce bon bon…

E ancora musicisti e romanzieri del calibro di Mozart, Manzoni e Goethe non hanno resistito al profumo inebriante del cioccolato, fuso o solido, oppure del cioccolatino mordi e fuggi, e hanno portato fuggevolmente nelle loro opere le suggestioni di momenti di delizia.

Giovanni Lattanzi
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