Cassatella di Sant’Agata

Le Cassatelle di Sant’Agata sono un dolce tipico siciliano originario, per la precisione, di Catania. Questi squisiti dolci rievocano il martirio della santa patrona della città e la loro storia è davvero molto antica: sembra che la ricetta risalga addirittura al periodo della dominazione araba in Sicilia. In questa guida scopriremo le origini, il significato simbolico e le modalità di preparazione di questa dolcissima specialità catanese.

Cassatella di Sant’Agata

La Cassatella di Sant’Agata

La prima cosa che colpisce quando si osserva, magari per la prima volta, una Cassatella di Sant’Agata (detta familiarmente Cassateddi di Sant’Ajita), è il suo aspetto decisamente particolare. Si tratta infatti di un dolce dalla inconfondibile forma di mammella che in dialetto è definito come Minni di vergini (ovvero “seni di vergine”) o Minni di Sant’Ajita (“seni di Sant’Agata”). Tale forma è dovuta al martirio che Sant’Agata, protettrice della città di Catania, dovette subire intorno all’anno 251 per volere del proconsole romano Quinziano.

Alla santa, all’epoca giovinetta, vennero infatti strappati barbaramente i seni e la morte seguì poco dopo.

Secondo gli storici, tuttavia, questa sarebbe la “spiegazione” solo più recente. Infatti si ritiene che le origini di questo dolce risalgano addirittura all’epoca precristiana quando, probabilmente, sull’isola venivano celebrati culti che veneravano la femminilità.

Caratteristiche della Cassatella di Sant’Agata

La versione attuale della Cassatella di Sant’Agata è preparata con diversi strati di pan di spagna imbevuti in un liquore dolce (rosolio); il dolce è farcito con un ricco ripieno a base di ricotta fresca, canditi e gocce di cioccolato. All’esterno vi è infine una copertura di glassa bianca sulla quale viene posta, come tocco decorativo finale, una ciliegia candita. In alternativa, secondo una ricetta più “antica”, si può utilizzare una base di pastafrolla da ricoprire anch’essa con la glassa.

Una curiosità: esiste un antico proverbio siciliano che così recita: “Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua”, il cui significato letterale è “Meschino chi non mangia cassata la mattina di Pasqua”. Questo è senza dubbio un indizio che ci fa capire l’importanza di questo dolce per la tradizione!

La Cassatella di Sant’Agata è una di quelle preparazioni tradizionali che non può mancare in occasione delle celebrazioni religiose che ogni anno si svolgono a Catania in onore della sua santa patrona. Ogni anno, i giorni che vanno dal 3 al 6 di febbraio e il 17 di agosto sono di festa: i primi commemorano il martirio della Santa, mentre in agosto si celebra il ritorno nella città delle spoglie mortali della martire che per 86 anni rimasero a Costantinopoli come bottino di guerra. Nel 2008 l’UNESCO ha incluso queste celebrazioni in onore di Sant’Agata nella lista dei “Beni Antropologici dell’Umanità”.

Ricetta

È praticamente quasi impossibile trovare delle (buone) Cassatelle di Sant’Agata al di fuori della Sicilia. Chi non vive o non ha occasione di recarsi in vacanza nella splendida isola può comunque cimentarsi nella preparazione casalinga delle Cassatelle utilizzando questa ricetta.

Per saperne di più sulla Cassatella di Sant’Agata

Siti internet

Ecco alcuni link utili per chi vuole approfondire le conoscenze riguardanti la Cassatella di Sant’Agata e consultare qualche ricetta per la preparazione:

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