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Agrumi biologici: guida completa
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Agrumi biologici

Agrumi biologici

Agrumi biologici: consumo in Italia

Da dati divulgati dall’Osservatorio Sana 2013 riguardo alla vendita e al consumo di prodotti biologici in Italia, è emerso che sta aumentando sia la produzione sia il consumo di alimenti biologici.

Nel corso del convegno “Osservatorio Sana 2013: tutti i numeri del bio made in Italy” è infatti stato sottolineato che nel 2012 in Italia le colture biologiche hanno ricoperto una superficie pari a 1.167.362 ettari, ovvero il 9% di tutta la superficie agricola con un incremento di +6,4% nei confronti del 2011.

Nella classifica dei generi coltivati, gli agrumi biologici sono al quarto posto con 25.340 ettari, dopo cereali, prati e pascoli, e uliveti e sono il tipo di coltivazione che ha avuto un maggiore incremento per quanto concerne le superficie messe a coltura rispetto agli anni precedenti con un +15%.

Anche il numero degli operatori bio è in ascesa con un valore del +3% e secondo i dati di BioBank è aumentato anche il numero dei negozi specializzati in biologico.

Agrumi biologici

E i consumatori? Quanto spendono gli italiani per il biologico? La cifra nel 2012 si è attestata sui 2 miliardi di euro e anche il reparto frutta fresca e verdura (e quindi anche gli agrumi biologici), assieme a quella trasformata, ha registrato un aumento del +8%.

La produzione degli agrumi biologici

Al pari di altre tipologie di frutta derivanti dall’agricoltura biologica, questi agrumi sono ottenuti da pratiche agricole rispettose degli ecosistemi e del benessere del consumatore finale. Come? Innanzitutto negli agrumeti è vietato il ricorso a fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, che lasciano spazio ai metodi di lotta biologici e all’impiego di concimi naturali.

Ciò consente di preservare la biodiversità degli ecosistemi agricoli, sempre più minacciata dalle attività umane tra cui anche la moderna agricoltura, e di ottenere un prodotto finale la cui filiera è molto più sostenibile dal punto di vista ambientale rispetto agli agrumi ottenuti dalle coltivazioni intensive.

Metodo di coltivazione

Nell’agricoltura bio e quindi nella coltivazione degli agrumi biologici ci sono due obiettivi fondamentali da rispettare:

  • fertilizzare il terreno senza ricorrere ai concimi chimici
  • combattere i parassiti senza l’utilizzo di antiparassitari

In questo modo, rispettando il terreno e l’ambiente, si rispetta anche la salute dell’uomo che consuma poi i frutti nati dalla terra. Si utilizzano quindi soltanto i cosiddetti concimi organici tra cui la stessa erba che viene tagliata e lasciata decomporre sul terreno originando così un composto organico, molto ricco per il nutrimento stesso del terreno e delle piante di agrumi.

Un altro metodo per fertilizzare in modo naturale il terreno è l’uso di borlande, ovvero un estratto dalla canna da zucchero oppure dalle vinacce e che hanno un elevato potere nutritivo.

I parassiti sono ovviamente dannosi per la pianta e nel caso degli agrumi i più pericolosi sono la mosca degli agrumi e le cocciniglie. Per combattere tali parassiti nella coltivazione di agrumi biologici si utilizzano, ad esempio, l’olio bianco minerale oppure ci sono in natura altri animali che si nutrono dei parassiti.

Il Cryptolaemus Montrouzieri, per fare un esempio, si ciba del parassita cotonello che attacca le arance di Sicilia: l’agricoltore, allora, ogni 4-5 anni può liberare nel suo agrumeto tali insetti che hanno l’effetto di una sorta di antiparassitario naturale.

Agrumi biologici: come riconoscerli

Come riconoscere un limone, un’arancia o un mandarino bio da quelli che non lo sono?

Ecco allora alcune caratteristiche a cui prestare attenzione:

  • leggere sempre i cartellini o gli adesivi che si trovano ad esempio sulla confezione della retina contenete i limoni o le arance oppure la tabella che è attaccata alla cassetta con la frutta sfusa per riconoscere il logo del biologico;
  • la buccia è preferibile che non sia lucida (in tal caso potrebbe significare che il frutto è stato reso più ludico o brillante con alcune cere o prodotti di sintesi);
  • la buccia deve essere senza macchie;
  • il frutto deve essere sodo al tatto;
  • la presenza di foglie rappresenta una caratteristica positiva (nel senso che in alcuni casi le foglie sono tolte con un trattamento chimico defoliante, naturalmente non significa che se non ci sono le foglie l’agrume è non biologico, perché esse possono comunque essere state tolte prima che i frutti siano stati messi in esposizione per la vendita).

Se la buccia del limone viene usata in cucina, ad esempio grattugiata negli impasti per dolci o in altri preparati, è bene scegliere limoni biologici perché risulterebbe che proprio nella buccia restano concentrate la maggior parte delle eventuali sostanze chimiche che sono state utilizzate in precedenza per la coltivazione del frutto.

conservazione degli agrumi biologici

Gli agrumi biologici vengono inoltre commercializzati senza l’aggiunta in superficie di prodotti chimici ad azione conservante che, oltre a rendere la buccia non commestibile, potrebbero anche contaminare la polpa sottostante.

La conservazione degli agrumi biologici

Bifenile, ortofenilfenolo, ortofenilfenolato di sodio, tiabendazolo: forse pochi sanno di cosa si tratta, ma dopo aver maneggiato un’arancia non-bio tanti di noi se li potrebbero ritrovare inconsciamente sulle mani. Si tratta di additivi ad azione conservante – le cui sigle sono rispettivamente E230, E231, E232 ed E233 – il cui utilizzo è consentito per il trattamento antifungino degli agrumi. Le bucce delle arance trattate, così come quelle dei limoni, dei mandarini e degli altri agrumi non biologici, non possono essere consumate nemmeno dopo accurato lavaggio anche per via del diffuso impiego di cere sintetiche.

Essendo invece gli agrumi biologici totalmente privi di questi additivi, anche le loro bucce possono essere consumate ad esempio per preparare dei dolci, o come guarnizioni di piatti. Naturalmente, se ne raccomanda comunque il lavaggio sotto l’acqua corrente prima dell’uso in cucina.

Certificazioni e vantaggi degli agrumi biologici

Un’azienda agrumicola deve essere certificata da appositi organismi autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali se desidera commercializzare con la dicitura “biologico” i suoi prodotti. Essendo l’iter di certificazione lungo e minuzioso, il consumatore avrà sempre la certezza che i propri acquisti riguardino davvero agrumi biologici: e questo è un aspetto del tutto fondamentale, dal momento che il prezzo di mercato di questi prodotti è di molto superiore rispetto agli agrumi convenzionali.

Gli agrumi bio contengono più sali minerali e vitamine? Al pari di altri alimenti biologici, le analisi hanno dimostrato che in termini di nutrienti non vi sono differenze significative. Se non è detto che essi siano migliori per l’uomo, questi agrumi lo sono comunque per l’ambiente poiché tutelano la naturalità degli agrosistemi. Inoltre l’agrumicoltura biologica rinuncia alla dispersione di molecole chimiche potenzialmente dannose come ad esempio prodotti antifungini, antiparassitari e fitofarmaci in genere.

L’impiego di concimi naturali, come ad esempio le borlande derivanti da vinacce o canna da zucchero, preserva infine la fertilità del suolo senza tuttavia compromettere la qualità delle falde acquifere.

Approfondire in rete

  • Federbio
    Sito della Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica dove trovare informazioni e aggiornamenti su normative, attività ed eventi di settore.
Giovanni Lattanzi
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