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Distributori alla spina di latte crudo
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Distributori alla spina di latte crudo

Distributori alla spina di latte crudo

Distributori alla spina di latte crudo

Distributori automatici di latte crudo

I distributori automatici di latte alla spina sono ormai familiari nelle nostre città, soprattutto nel nord e nel centro Italia: di piccole dimensioni, sono rivestite in genere di legno e, non di rado, accompagnate da una mucca di plastica a scala quasi reale. Ne esistono anche di più piccoli, che assomigliano alle macchinette del caffè, o ai frigoriferi a muro; la caratteristica comune è che sono del tutto automatizzati e consentono di effettuare acquisti non solo con denaro contante, ma anche con apposite “chiavette” ricaricabili.

Le “capannine” del latte

Gradevoli alla vista e particolarmente apprezzati dai più piccoli, i distributori sono dei veri e proprio concentrati di tecnologia in grado di garantire la sicurezza del prodotto. Queste macchine distributrici sono infatti dotate di sistemi di sicurezza e di autopulizia, nonché di un efficace controllo del sistema di refrigerazione, che interrompe l’erogazione qualora le condizioni termiche non siano più ottimali (superiori a 4°C), ad esempio in seguito ad un guasto dell’impianto o all’interruzione dell’energia elettrica.

Inoltre, queste macchine sono facilmente smontabili e disinfettabili, costruite con materiali idonei al contatto con gli alimenti e possiedono rubinetti di erogazione che evitano il contatto con l’esterno, garantendone la pulizia. La tettoia eventualmente presente impedisce inoltre la deposizione di materiale portato dagli agenti atmosferici.

La legge italiana vigila e garantisce la distribuzione mediante appositi regolamenti (CE 178/2002, 852/2004) ed una legge specifica in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (Legge 139/2004). In particolare, nel 2007 una delibera della Giunta Regionale Toscana (381/2007) stabilisce le “Misure igienico sanitarie per la vendita di latte crudo destinato al consumo umano diretto” e le “Linee guida in materia di deroghe per la produzione e la trasformazione di latte crudo e di vendita diretta di latte crudo”.

Il latte venduto è sottoposto ad accurati controlli di qualità, e i bovini presenti negli allevamenti sono regolarmente visitati dai veterinari dell’ASL.

Secondo le normative, i distributori devono riportare la tipologia di latte venduto (per esempio, ‘latte crudo bovino’), l’azienda agricola di origine, la data di mungitura e quella di conferimento all’erogatore, la data di scadenza del prodotto e, infine, le indicazioni utili per la conservazione domestica (in frigorifero, a temperature comprese fra 0 e 4°C).

Oltre al latte, nei distributori automatici è talvolta possibile anche rifornirsi di formaggi, ricotta, burro e panna prodotti dalle aziende locali a partire dallo stesso latte commercializzato crudo.

Guida sul latte crudo

Un occhio all’ambiente

La distribuzione effettuata mediante gli erogatori di latte crudo consente senza dubbio notevoli risparmi. Innanzitutto dal punto di vista dei trasporti: il prodotto è “a chilometro zero”, ovvero proviene dalle aziende agricole del territorio e viaggia solo per quei pochi chilometri che separano la stalla dal distributore, a differenza del latte della grande distribuzione che arriva a percorrere anche centinaia di chilometri fra le operazioni di raccolta e redistribuzione.

Nel caso degli erogatori alla spina, si contribuisce anche a diminuire la produzione di rifiuti, poiché il latte non viene venduto in confezioni o imballaggi. È invece il consumatore a portarsi da casa il proprio contenitore, che può essere riutilizzato più volte per l’acquisto del latte. Secondo un recente rapporto della Coldiretti, il riciclo dei contenitori di latte crudo consentirebbe di evitare lo smaltimento dei circa tre miliardi di confezioni di vetro, plastica o tetrapak ‘usa e getta’ che ogni anno vengono gettati via nel nostro Paese.

Gli sprechi del prezioso alimento sono infine messi al bando: ogni giorno viene “ricaricato” latte appena munto all’interno dei distributori, mentre quello del giorno precedente rimasto invenduto viene indirizzato alle aziende di trasformazione, che lo utilizzeranno per la produzione di formaggi e di altri prodotti caseari.

Consiglio per consumare il latte crudo alla spina

Il rifornimento di latte crudo alla spina “sfuso” è un ottimo modo per risparmiare denaro, ma anche per ridurre i rifiuti: basta portarsi il contenitore da casa e riempirlo secondo le istruzioni fornite dall’erogatore. È necessario, però, prestare alcuni piccoli accorgimenti sia prima che dopo l’acquisto, per garantire la conservabilità e la sicurezza del latte acquistato.

Innanzitutto, bisogna utilizzare contenitori facilmente labili, preferibilmente in vetro o acciaio; la plastica è meno consigliata in quanto è più difficile da pulire efficacemente. I contenitori vanno accuratamente lavati ed asciugati prima di essere utilizzati, poiché eventuali residui di latte o acqua possono infatti favorire l’eccessiva proliferazione dei batteri. Il lavaggio può essere effettuato in lavastoviglie, o a mano con acqua calda e aceto. È importante che anche i tappi siano ben puliti, e che la loro chiusura sia a tenuta perfettamente stagna.

Particolare attenzione va rivolta al mantenimento della catena del freddo. Una volta acquistato il nostro latte, è opportuno metterlo subito in frigorifero per evitare la moltiplicazione dei batteri in esso presenti; se il tragitto verso casa è lungo, o quando fa molto caldo, le bottiglie vanno trasportate in una borsa termica che ne mantenga quanto più possibile la temperatura.

Consigli se far bollire o no il latte crudo

Se decidiamo di cautelarci e di far bollire il latte prima del consumo, è importante che la bollitura duri solo pochi secondi, per evitare la formazione di panna e la perdita eccessiva delle proprietà del latte; questa operazione va fatta immediatamente prima del consumo del prodotto. La fase di bollitura non è comunque un’alternativa alla conservazione in frigorifero: se lasciato a temperatura ambiente, infatti, all’interno del latte si possono generare tossine che anche le alte temperature non riescono ad eliminare. Perciò: sempre conservare il latte in frigorifero, e consumarlo entro e non oltre tre giorni dalla data di mungitura.

Contribuire alla sostenibilità dei consumi ed acquistare un prodotto di qualità come il latte crudo sono possibilità ormai offerte a tutti dai distributori automatici sparsi sul territorio italiano. I distributori in Italia sono più di 1400, dislocati in 92 province. Molto inferiori dal punto di vista numerico i distributori di latte crudo biologico: solo 75 in 22 province, ma in costante crescita.

Siti internet sui distributori di latte crudo

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Elisa Bottazzi
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